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October 19 AVVISO DI RINNOVO LOCALI...Cari e care avventori e avvenenti avventrici del blog,
la direzione del poliedrico, politecnico, ma non poligamico STYLECAFE avvisa le Signorie Vostre che il locale cambia locali. Non ci troverete più quindi in quel di MSN spaces, ma su una nuova e più versatile postazione da veri BLOGGER...
L'appuntamento è quindi su stylecafe.blogspot.com
Venghino, venghino - quindi - i siori e le siore....
Per l'inaugurazione, avremo calici gratuiti di creatività in abbondanza. Annata 1981: una delle migliori per i fusi di testa...
SEE NEW SPACE COWBOY... July 17 Si lavora e si fatica, ma NON più per il pane...E sono ancora in pista, come direbbe Kate Moss. Tra le varie vicissitudini glutinose, continuano le sudate dovute ai vari esami da dare per questo semestre. Giovedì sarà l'ora di chiudere i conti e presenterò il mio blog all'infallibile occhio del mio professore. Oltre al simpatico lavoro che offro a chiunque passi per caso di qua, ci sarà anche l'analisi del sito ufficiale della DC Comics, Publisher ufficiale e storica di Batman, Superman, Flash, Wonder Woman e tanti altri personaggi. E se pensate che lavorare nel mondo dei fumetti sia robetta, andatevi a guardare quanto è articolato il sito e cambierete idea.
Infine ho dato un occhio. Mi sono informato. Pare che secondo pareri autorevoli, nonostante le gufate, le tedescate, le francesate, le testate e le mazzate ai bianconeri... Sì... Possiamo stare tranquilli... LA COPPA DEL MONDO è ANCORA NOSTRA anche dopo una settimana!!!! YEAH!!!!!!!!
See ya celiac cowboy... July 05 Ma tu vuliv' a pizza... a pizza e niente chiù!Ricetta della
PIZZA BISMARK
[ 2 – 0 ]
Preparate l'impasto e mettetelo a lievitare per 90 minuti. Stendete la pasta e suddividetela in 2 dischi che spalmerete di pomodoro condito con un pizzico di sale.
Servitele calde a tutti i tifosi italiani!
Ciao, ciao Dortmund!
immagini da La Stampa Web
May 25 Civic non avrai il mio scalpo!Siamo alle solite Calimero...
Che poi a pensarci bene anche lui è vestito di scuro con una “campana” bianca in testa. Che sia la mascotte non ufficiale del corpo? Comunque ci risiamo. Li ho ribeccati. Giravo nella via di casa in pieno VERDE e loro mi tagliano la strada dalla direzione opposta, con pieno ROSSO. E nemmeno stavolta ero munito di fotocamera digitale, in modo da inchiodare il misfatto. Che poi, come fai senza appostarti e senza inquadrare il semaforo? È difficile trovare una prova certa. Da qui la fantasia del designer galoppa. Si potrebbe montare una webcam sul retro degli specchietti, lasciando sul cruscotto un pulsante per scattare. L’anteprima piazzata direttamente sul navigatore satellitare, grazie ad un bel collegamento bluetooth. Da lì al cellulare il passo è breve: la notizia prende il volo. La passiamo direttamente all’ufficio stampa dell’ANSA, con tanto di foto, targa e ora. Che i vigili passino col rosso lo sanno tutti e non importa a nessuno? Mah… Dopotutto parlano della Lecciso... Un trafiletto piccolo piccolo nella cronaca andrebbe bene. Mi accontento. Basterebbe un titolo citazionista come: “WHO WATCHES THE WATCHMEN?”
Una volta ho incontrato al mercato della mia zona un gentile vecchino. Mi ha detto che, se cercavo un lavoro, potevo chiedere a lui che aveva conoscenze nei vigili. Io ho sbarrato gli occhi e mi sono chiesto se cinque anni di design dovevano proprio portarmi ad una scelta così APOCALITTICA. Poiché in fondo, i vigili – quelli veri – ce l’hanno dentro. La vigilitudine è endemica. Sono come Lex Luthor, il Joker e Macchianera. Li guardi e sai che sono i cattivi.
In realtà la prima disavventure con il codice genetico di un vigile l'ho avuta al liceo. Mi piaceva una tizia un po' volubile, con cui avevo una relazione a fasi alterne. Compreso in questo allegro quadretto avevo un rivale. Anche lui usciva con la tizia a fasi alterne. A un certo punto della storia, la tizia in questione decide di diventare meno volubile e iniziare ad uscire sul serio con me. Passano tre giorni e il tizio (LURIDA IENA) si presenta bello bello a casa di lei e cerca di baciarla. La scusa era: "ma tanto la prima settimana non vale mai...".
LUI era il figlio del capo dei vigili di un comune della cintura torinese. IO sono stato la motivazione del più grosso schiaffo (morale e fisico) che questo tizio abbia mai preso.
Quando a casa arriva una multa, penso a questo e mi tira su.
January 01 105 Christmas and happy new yearNo, la radio non c’entra un fico con il titolo di questo post.
Si tratta solo di un lurido espediente per introdurre il fatto che, finalmente, martedì 20 dicembre ho dato la tesi. Quello del titolo era appunto il voto che ho portato a casa. Ho finito di scrivere la tesi la notte del 8 dicembre ( precisamente alle ore 1:45 ) durante la retrospettiva su John Lennon, pace all’anima sua. La conduceva Dj Ringo sulla suddetta radio e mi chiedo se questo non abbia influito sul voto!
Comunque il Natale da dottore è stato divertente: tutti i parentozzi che si congratulavano e lasciavano laute mance nelle bustine regalo. Considerando che era solo quella triennale e che il prossimo anno mi aspetta la specialistica, spero proprio di poter fare il bis! Ehehehe… In realtà mi sono trovato a discutere con il raffreddore addosso e la Bestia mi ha accompagnato per un bel po’ di giorni, tanto che ancora adesso tengo i fazzoletti a portata di mano, come fa Linus con la coperta. E stavolta non mi riferivo al dj...
Visto che sono diventato un designer a tutti gli effetti, era giusto che a Natale ricevessi anche qualche bel pacchetto. Quest’ anno gli amicozzi e la pink girlfriend sono riusciti a fare leva sulle mie passioni design-misto-fumetti-e-film. Così la Gis mi ha regalato il mitico Mogu, l’oggetto del desiderio che ha fatto impazzire tutti qualche anno fa al Salone del Mobile di Milano. In pratica è un omino rosso fatto di nylon con l’interno in granelli di polistirene espanso e morbidone. Ha le braccia lunghe lunghe, fatte per annodarsi insieme o con quelle di altri omini per costruire strane configurazioni. In sostanza è un pupazzo, che montato insieme a tanti altri pupazzi può costruire degli arredi. Solo che il Mogu si prende tanto sul serio. Sull’etichetta si descrive come un complemento d’arredo. NON UN GIOCATTOLO. Quindi non regalatelo ai bambini. Regalatelo ai baby designer che si comportano come tali Il fratellame della Gis mi ha regalato il librone delle Cronache di Narnia. Fichissimo. Sulla copertina c’è questo leone fiammeggiante tutto sbarluccicoso. Essendo una raccolta è spesso circa 15 cm. Questo significa che, quando l’avrò finito, potrò quasi usarlo come sgabello! J La mia amica Daria mi ha regalato un diorama stupendo del Signore degli Anelli, con Gandalf che duella con il mostrone infuocato sul ponte. Ma sì, quello di “tu non puoi passare!”, quello che con un rutto riusciva a spettinare Moira Orfei! L’ho messo in vetrinetta in posizione molto scenografica, così, se qualcuno cerca di fregarmi il libro con i disegni preparatori di Matrix , saranno cavoli suoi!!!! Ho ricevuto anche un’agenda Eastpack per il 2006: è la volta che riuscirò a ricordarmi la data in cui pagare le tasse del Politecnico, EVVIVA! Io, poi, che con me stesso sono mooooooolto generoso, ho deciso di regalarmi una bella scatolina di soldatini Warhammer da montare e colorare. Mi raccomando, voi con il complesso di Capitan Uncino, non tirate fuori commenti scontati! Sappiate che ho un bambino dentro e sono disposto a usarlo! Cioè…. In senso metaforico… NON SONO INCINTO! Comunque è da quel fatidico giorno che sto montando i miei mitici Space Marine dei Lupi Siderali…
Intanto è arrivato il Capodanno. Io e la Gis siamo andati alla festa TOCK dello Chalet, con mega Open Bar e grossa dose di amici. Che devasto ragazziiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!
AUGURI A TUTTI! December 01 Vivono tra noi…Vi avviso: questo post non è adatto ai deboli di cuore.
Quindi, se siete della tribù degli impressionabili, fareste meglio a non leggerlo. Passate a quelli precedenti, anzi, CAMBIATE DIRETTAMENTE SITO. Potreste scoprire troppe verità scomode. Potreste arrivare addirittura alla terrificante conclusione che anche gli oggetti possiedono un’anima. E novanta su cento siete stati voi a dargliela…
Se invece avete deciso di continuare, significa che siete dei temerari o dei folli. Tuttavia io credo che né alla pazzia, né al coraggio si debbano negare i giusti premi. Il trofeo di questa storia è l’assoluta verità. Nessuna fanfulleria, nessuno strano artifizio ha intaccato o modificato quello che sto per raccontarvi.
Proprio per questo è tutto così spaventoso…
Li avrete conosciuti sicuramente. Sono protagonisti di romanzi, film e racconti popolari. La loro presenza spazia dai paesi più lontani alle più radicate leggende metropolitane. Sono stati principi dell’Europa dell’est, decadenti bohemien, eccentriche rockstar, padroni dell’alta finanza.
Ma nelle leggende c’è sempre un fondo di verità. Tutte queste storie hanno un punto in comune: essi esistono, vivono tra noi e si nutrono di sangue. E non solo…
Ora veniamo ai fatti, perché la loro breve successione vi sorprenderà. Io non ho assistito di persona agli eventi, ma sono stato informato da una fonte sicura e affidabile. Possiedo documenti che possono provare con certezza quello che sto affermando.
Venerdì 18 novembre, alle ore 8.10, mi madre si è recata in un ambulatorio della zona, per un prelievo di sangue. Le analisi dovevano essere una semplice formalità. L’infermiera ha iniettato l’ago è ha aspirato tutto il necessario in poco tempo. Man mano le provette venivano riempite ed etichettate, per essere inviate ai laboratori. Finita la prassi, lo staff medico ha applicato l’usuale batuffolo di cotone sulla ferita. Per tenerlo premuto contro il braccio, hanno come sempre usato il particolare nastro adesivo. Dopo pochi minuti, mia madre si è ripresa ed è andata all’accettazione dell’ambulatorio per pagare il ticket.
Lì si è consumata la tragedia.
L’impiegata, con degli occhi crudeli le ha confermato l’importo della spesa: 74 EURO!
Impossibile, penserete voi. In passato un’ analisi del sangue costava al massimo 30.000 lire! Ora non più. il coacervo di malvagità ha deciso di stringere la morsa e colpire con voracità i cittadini innocenti.
Mia madre è uscita dall’ambulatorio, provata dal prelievo e quasi in stato di shock. Ma ancora nella sua borsa giaceva l’orrenda ricevuta, che comprovava l’orrore.
Scrivo su questo blog perché spesso hanno cercato di insabbiarmi…
State in guardia.
I vampiri esistono.
Vivono tra noi…
…e lavorano alla ASL!
immagine da www.imagebank.com November 25 Il design nascos-TO
E' con immenso piacere che vi segnalo un appuntamento assolutamente fuori dal comune, a cui proprio non potrete mancare.
ALTREMENTI esce con il nuovo numero della sua rivista. Per chi non lo sapesse, o non abbia ancora dato un occhio alla mia sezione LINK, questa associazione nasce con lo scopo di promuovere le attività dei giovani designer torinesi del Politecnico di Torino.
Per la data di uscita di questo primo numero, ovvero venerdì 2 dicembre, ALTREMENTI ha deciso di organizzare una serie di eventi.
Nel dettaglio, venerdì pomeriggio alle 18.00 ci sarà una conferenza sul ruolo delle nuove avanguardie della progettazione nell'area piemontese. Questa si terrà nel salone d'onore del Castello del Valentino.
Cito dalla cartella stampa:
"Coerente con uno dei suoi obiettivi primari, la divulgazione critica della cultura del progetto,
l’Associazione ALTREMENTI organizza, in coincidenza dell’uscita del primo numero di ALTREMENTI MAGAZINE, un articolato dibattito sulle reali opportunità della creatività latente nell’area piemontese, di cui ALTREMENTI si fa portavoce: un potenziale progettuale ancora nascosto e misconosciuto che va disinnescato e fatto esplodere coerentemente con la realtà produttiva piemontese e le relative opportunità. La conferenza si presenta come un interessante confronto sul tema con esponenti dei diversi settori all’interno dei quali un progettista deve sapersi orientare per costruire la propria carriera, dalla didattica al giornalismo, dall’industria alle istituzioni. Intervengono: Alberto Bassi - Docente di Storia del Design, IUAV, Venezia Luisa Bocchietto - Presidente ADI Delegazione Occidentale Giuliano Molineri - Presidente Frimark Claudio Germak - Docente di Disegno Industriale, Politecnico di Torino moderatore: Daniele Alberti - Presidente Associazione Altrementi"
In serata decollerà la vera e propria festa del design torinese: l'appuntamento è per le 22.30 al Cafe Procope. Il DJset sarà tenuto dai Nice Guys, ormai conosciutissimi sulla scena dell'elettronica, con appuntamenti fissi tenuti in tanti locali come il The Beach e l'Alter Ego.
Non potete assolutamente mancare...
Se vi interessa scoprire qualcosa in più sul mondo di Altrementi, scaricate il *.pdf del numero 0 della rivista cliccando QUI.
Intanto io cercherò di guarire dall' orrendo raffreddore che mi sta distruggendo il week-end...
SIGH e stra SIGH!
Let's keep in touch guys 'n' gals!
November 12 Vivo tra gli attimi di un secondo!Porcaccia porcaccia, non posto da una vita.
Il fatto è che sto tesizzando e non riesco a trovare un secondo libero per inserire un bell' intervento curato e intelligente. Insomma, uno che non ho ancora mai scritto!
Vabbè. Nel frattempo passo le giornate tra CAD 3D, Photoshop e Illustrator, con le revisioni del mio prof che scandiscono la mia settimana e i miei attimi di terrore. SIGH!
Che fatica raggiungere il NIRVANA universitario...
Ad ogni modo vorrei rassicurare i simpatici bloggisti con questa notizia:
Le ultime notti ho dormito tranquillo.
In realtà NUMERO PRIVATO ci ha provato di nuovo, ma non sono riuscito a beccarlo. Erano le 3.20 stavolta...
Cmq da quella sera ho iniziato a ricordarmi di spegnere il cellulare.
Beata semplicità....
Colgo l'occasione di consigliarvi una mostra da vedere, alla Fondazione Sandretto RE Rebaudengo. Un'antologica delle opere di Takashi Murakami... Chi sarebbe??? Beh, semplicemente l'artista che ha messo ciliege e colori fluo sulle ultime borse di Luis Vuitton. Questa, insieme alla mostra di Mappeltorpe e quella di Keith Haring a Milano, saranno i miei prossimi target di autodidattica "search-and-play".
In più, se siete a Torino e avete voglia di mangiarvi una pizza, alla Garganica in via Carlo Alberto le fanno al tegamino. Sono ottime, costano pochissimo e il locale è dietro alla Rinascente, davanti al cinema Centrale. Io mi lecco ancora i baffi, slurp!
Forse a consigliare tutti 'sti locali, farei bene a farmi pagare. Ma niente, non mi resta che farlo per diletto e combattere il caro Euro a mani nude...!
Alla prossima, gente!
October 29 ….All’improvviso uno sconosciuto…!Ieri sera non sono uscito. Capita. Ero stanco, avevo lavorato sulla tesi tutto il giorno e non mi andava di andare a far casini in giro. Mi ero fatto la mia cenetta, avevo seguito l’ennesima indagine della scientifica di Miami (CSI è Rock!) e per finire ho dato un’aggiustatina al blog. Fiero di poter finalmente dormire il sonno dei giusti, mi sono inoltrato nella calda sacca delle mie coperte.
Ma il Destino tramava alle mie spalle!
Alla puntuale ora delle 5.32 del mattino mi squilla il cellulare. Accarezzato dalla “piacevole” sensazione sonora, afferro il dannato attrezzo e guardo il display
Ma NUMERO PRIVATO è cocciuto. Come un mulo coi chiodi nel cervello. Irritante come la paprika nelle mutande, dieci secondi dopo mi richiama. Penso: che sia una richiesta di aiuto? Forse qualcuno è nei guai e ha bisogno di me. Poi all’improvviso mi ricordo di non avere costumi da pipistrello nel mio guardaroba. Un motivo ci sarà… Risolvo il problema con l’assioma: se fosse davvero un’emergenza, mi chiamerebbero a casa. Non ci sono persone la cui vita potrebbe dipendere dal mio cellulare, tranne forse i miei e la Gis. Ma la Gis era a casuccia che dormiva e – si spera – sognava me e non Johnny Depp. I miei, da parte loro, tentavano di schiacciare il pisolo nell’altra stanza.
No, nessun pericolo di vita. Pericolo di morte? Forse qualche spirito ha tentato di mettersi in contatto con me, per rivelarmi l’estrazione del superenalotto? E doveva chiamarmi al telefono???? Non poteva comparirmi in sogno, come tutti i suoi colleghi? Se vuoi usare la tecnologia, manda una mail…. No, nessuno spirito in anticipo di tre notti.
Ritengo probabile l’intervento di qualche amico pirla. Di quelli che ti svegliano a notte fonda con frasi tipo: “Ma hai mica il numero di quella lì” oppure “volevo sapere se eri sveglio”. Resto in bilico per due eterni secondi di orribile suoneria. Poi decido di non sfancularlo: magari è la volta che sogno il Dalai Lama o meglio ancora Angelina Jolie. Iberno il telefonino nella borsa da ginnastica, nella speranza che le fetide esalazioni uccidano il mio nemico tramite ripetitore.
Ma ormai il dolce sonno è stato rotto e da stamattina circolo in casa come uno zombie, travestito in anticipo e truccato di mal di testa. Mi farò preparare un bel PinkCoffee. Nel frattempo: Halloween è alle porte e io avrò scherzetti, dolcetti e una sanguinaria mannaia di vendetta telefonica…
AHR! AHR! AHR! AHR!
Tiram' innanz.... Ho aggiunto un paio di foto al post sul Passion, buona visione!!!!
October 22 Torino è Rock, Milano è lenta…AHHHHHHHHHHH….!
Non so, capitano anche a voi quelle giornate un po’ così… come dire… poco sostanziose? Oggi per me è stata una giornata poco sostanziosa. Non negativa, ci terrei a precisare. Mi mancava quel pizzico di pepe, quella ciliegina rossa che – sulla torta o dove vuoi – rende tutto più succoso.
Ma non vi preoccupate, cari frequentatori dello Style ° Cafe: proprio come Renzo e Lucia, anche io dovevo credere nella provvidenza. La risposta è giunta al TG1 della sera. Risposta che a questo punto definirei doppia, perchè rappresenta per me la ciliegina, ma forse rappresenta lo stesso frutto anche per il molleggiato nazionale.
Già, perché nel caso in cui non ve ne foste accorti, ieri sera è andata in onda la prima puntata di Rockpolitik, il nuovo programma di Adriano Celentano. (ho appena scoperto che il controllo ortografico di Word mi corregge Celentano con Cementano, che cosa curiosa!)
Rockpolitick
Anzi…
ROCKPOLITICK
No, meglio…
ROCKPOLITIK
Di più, di più…
R O C K P O L I T C K kgrag@#ò+l+lòpk !
Ecco, ora mi sembra più consono. Era dal ritorno delle vacanze che se ne parlava. Ho dovuto aspettare due mesi per sapere se doveva essere carne o pesce… Vabbè, effettivamente questa cosa non l’ho ancora risolta; comunque, al di là di quel che c’era nel piatto, il sapore era buono. Erano buoni anche gli spot che per giorni hanno annunciato il programma. FINALMENTE UN CARTONE ANIMATO BASTARDO SULLA RAI! Doveva metterlo Cementano, dico io?!!! La prima volta che l’ho visto stavo già gridando ALLELUJA. Tutto questo mood post apocalittico, il protagonista col cappottone alla Matrix, una tizia con due tettone stratosferiche… EVVIVA! Basta con le storie del fantabosco!!! E invece no, erano solo spot. Alla fine si capiva che il figo era Cementano, milioni di anni luce ( e capelli???!!!) nel passato. O nel futuro. Comunque gli spot erano superbi. Tanto che per giorni la domanda è stata: ma ci sarà un arrosto degno della copertina del menù???? Il dubbio era che il programma fosse una menata con i suoi soliti silenzi e tutte le classiche cose alla Cementano. E beh, devo dire che dopo tutto ‘sto incipit sono rimasto pure soddisfatto. Bello, mi è piaciuto. Sono stato molto contento di rivedere Michele Santoro, che è un signor giornalista e non meritava l’esilio televisivo. Il Molleggiato dice un po’ di cose scomode e mi rendo conto che forse solo un comunicatore con un tale potere contrattuale poteva permettersi tanto… Cementano fa, disfa, toglie sassolini dalle scarpe degli italiani e canta con un bel sound. Poi inizia a parlare di architettura e si capisce il motivo della correzione di Word. Cementano, appunto, dice che non ci son più le case di una volta. Vero. Dice anche che quelle di una volta erano meglio. Dipende. C’è sempre questa leggenda metropolitana, secondo cui nuovo è freddo. Nuovo è ostile. Io dico che non tutte le case vecchie fanno venire in mente i pensieri e non tutte quelle nuove sono mute. Ci sono dei bravi architetti in giro, che hanno voglia di dimostrare cosa significhi progettare per il benessere. Bisogna avere fiducia. Il rispetto per l’ambiente e l’ecocompatibilità sono le linee guida essenziali su cui si basa l’attuale mondo accademico e progettuale. Purtroppo ci soro ancora tante teste vecchie in giro, ma presto il mondo lo faremo noi ventenni e le cose – si spera – cambieranno. Già adesso, mentre a Milano sfornano grattacieli, a Torino smantellano le vecchie fabbriche e le trasformano in parchi. Più anti-via-gluck di così…
Comunque alla fine arriva la ciliegina. Quella del TG1. La replica di Fabrizio Del Noce, invecchiato di sette secoli in 180 minuti. EHEHEHEHEHEHEH… Dopo essere stato castagnato (ERA ORA!) per tutta la prima parte del programma, riconferma la sua pseudo-autosospensione e aggiunge che Celentano ha fatto solo del “populismo di sinistra”.
Beh, effettivamente il populismo c’era. Ma i latini dicevano “vox populi, vox dei”, no?
Caro il mio Del Noce, hai falciato la televisione dando libero sfogo ai cucuzzismi. Hai ostacolato la creatività e la cultura sulla tua rete, perché entrambe tradiscono pensieri e i pensieri sono pericolosi. Ora che a forza di stringere il pugno, ti sguscia tutto dalle dita, facci un favore. Mandaci una cartolina dalla Mongolia, appena ti ci manderanno come inviato….
Ciaaaaaaooooooooooo
October 13 A Love affair with objects“Basta, sono stufa! Non ne posso più!
Non puoi trattarmi come un oggetto!
È finita!”
SBAM. Rumore della porta sbattuta in faccia al mio amico Paolo, mollato di recente dalla ragazza con le parole citate. Non entrerò in merito alla faccenda, dopotutto sono un designer, mica un consulente matrimoniale! Tuttavia c’è almeno una cosa da ammettere: ma quante volte (maschi, femmine e Paoli) ci siamo sentiti dire queste dolci parole? Non importa che fossero vere o no. La cosa è sicuramente accaduta. L’aspetto fondamentale è che “l’essere trattati come un oggetto” venga mostrato come un pessimo esempio di comportamento.
Insomma, una vera offesa.
Qui scatta il problemone, perché in realtà capita spesso che si trattino meglio gli oggetti delle persone. Non ci credete? Pensate alla quantità di mogli che, ormai rassegnate, accusano il marito di provare più affetto per le loro automobili! Quanta cura nel lucidare le carrozzerie e nella scelta delle gomme. Guai se per caso si entra in macchina con le scarpe sporche! Le fidanzate tradite d’altra parte sanno come colpire questa mania auto-erotica (?!!!?!?): si avvicinano minacciose, occhi iniettati di sangue, stringendo la boccetta dell’olio dei freni… Ecco compiuta la vendetta contro il cofano dell’odiosa rivale a motore! Guarda la vernice che “fiorisce” in un’opera d’arte concettuale!
Ma questo non è l’unico esempio, care lettrici. Se già state sghignazzando delle usanze dei vostri Lui, sappiate che qui non siamo al PinkCoffee e nemmeno voi siete libere da questi comportamenti. Lo testimonia il SACRO RITO DELLO SHOPPING, consumato da vere e proprie tribù di amiche. Pensate alla pianificazione e alla cura che usate nello scegliere il 36° paio di scarpe della vostra collezione! Rivestite questi oggetti di un’importanza tale che “guai se un’altra si veste come voi a un party!”. Sventura e delirio!
Ma nemmeno io che scrivo il post e faccio tanto il saputello sono innocente. Se qualcuno osasse minacciare la mia collezione di Batman, scotennerei quel farabutto e tutta la sua famiglia per sei generazioni. Quindi state all’occhio, care ex-ragazze!
Insomma, che lo si voglia ammettere o meno, gli oggetti hanno da sempre avuto un’importanza vitale nelle vite degli esseri umani. E non è solo una questione di consumismo sfrenato. Fin dall’età della pietra la possibilità di sfamarsi dipendeva dalla presenza di un’arma e dal saperla utilizzare. Da qui all’attribuzione di caratteristiche simboliche il passo è breve. Tribù primitive considerano sacri i feticci dei loro antenati. Tra gli Egizi i contenitori acquistavano valenza religiosa in base al loro contenuto: si trattava dei vasi canopi, dimore ultime degli organi dei defunti. Ok, nessuno vi sta esortando a infilare il rene di vostra nonna dentro a un contenitore Tupperware! Però la leggenda del Graal vive ancora nella nostra cultura sulle stesse basi.
Gli oggetti, quindi, sono importanti e ad essi vengono conferiti simboli e anche personificazioni. Basta vedere come Walt Disney abbia saputo creare molti personaggi, giocando su questo fattore. Si parte dalle scope porta acqua di Fantasia, passando alla servitù della Bella e la Bestia, primo fra tutti il mitico candelabro Lumière. Ma non sono solo i cartoonist a dare “vita” agli oggetti. Lo facciamo anche noi, tutte le volte che parliamo con il computer o l’auto. Quante volte sarà capitato di maledirli con espressioni come: “eddaaaai, su, non mollarmi proprio ora…!”
Il design, proprio perché tratta la realizzazione degli oggetti, considera anche questo. Direi di più: il buon design sa gestire in modo efficace le soluzioni funzionali nello stesso modo in cui manifesta, presenta e gestisce la simbologia. Esempi recenti di oggetti, che sono stati realizzati in questo modo, si trovano facilmente sul catalogo Alessi. Quasi tutti gli strumenti da cucina disegnati da Giovannoni e Venturini assomigliano a piccole mascotte, fatte per dare allegria nei compiti da svolgere. Al contrario, nel caso del famigerato spremiagrumi di Stark, il simbolo oltrepassa la funzionalità, separando l’oggetto dalla sua natura. Nessun succo di arancia, quindi, ma novelli prendipolvere sulle mensole dei radical chic. È davvero buon design, questo? I pareri sono discordanti, ma l’industria e il marketing sono concordi: basta consultare i dati delle vendite.
Certo è che l’umanità non smetterà mai di donare un’anima agli utensili che usa. Già li vedo, prossimi al natale, piazzati davanti agli scaffali Fnac. Mi dispiace, caro, carissimo, carinissimo nuovo iPod: non riuscirai a sedurmi! Speriamo tuttavia che con l’anima degli oggetti non avvenga la cosa opposta.
Non basterà un nuovo feticcio a farvi scoprire chi siete.
Proprio come non ci è riuscito il mio amico Paolo con quella ragazza!
July 22 Torino – Milano palla al centro…Eh eh ehe he eheheheh….. … e qui si va sullo scottante!
Il fatto è un po’ questo, che tra le due città c’è un po’ di rivalità, c’è un po’ di maretta… Non è cosa che riguardi solo il panorama calcistico, anche perché sembra che lì vadan tutti d’accordo: scudetti ad anni alterni! No, questo piccolo confronto sorge per esempio in altre succulenti sedi, tra cui quelle della mia scuola di design, il Poli di Torino, e quella bovisiaca del Poli di Milaaaaaan. Differenze? Taaaaaaaaaaaante. A partire dalle numerosissime aziende produttrici di mobili, che ruotano intorno alla madùnina. Sono una marea! Loro quindi si occupano moltissimo di arredamento. Noi? Beh noi qui siam pieni di auto, quindi dovremmo fare vetture dalla mattina alla sera, giusto? SBAGLIATO. Benché sia nell’aria una probabile riscoperta del suddetto filone, anche oltre l’Ingegneria dell’autoveicolo.Noi per ora di auto non ne sforniamo. Niet, nisba, se volete quattro ruote andate a cercarlo in edicola. Noi abbiamo un pensiero altro: l’ECODESIGN. Che cos’è l’ecodesign, si chiede il tipico visitatore? Si mangia? Forse. Si Fuma? Non lo so, ma nel caso l’importante è che non lasci residui nocivi. In sostanza l’ecodesign è un metodo di progetto che tiene conto di dove vada a finire l’oggetto quando non serve più. Quando lo si butta via.
Immaginate la situazione: voi andate al salone del mobile di Milàààààààn e ci trovate quel bel pouf rosa, tutto peloso in sintotessuto, che avete sempre desiderato. Il designer del PoliMi avrà pensato a cosa farne, l’anno dopo, quando voi avrete trovato il pouf VERDE, tutto peloso, in plastosintotessuto? “Va là nuiusùn! Tel chi ha cumpràt ‘l pouf, ha tirat fuera i danè! Se lo tieneeeee quel pouf di meeeeerda!” Così secondo questo pallido pensiero il mondo sarà tappezzato di peli sintetici rosa e verdi in alternanza alle stagioni e allo spazio nelle discariche… E adesso sarebbe troppo facile arrivare a dire:”NOI INVECE…” Beh, sì, noi invece si fa più attenzione. O almeno ci si prova, che è già un risultato....
Comunque il vero problema del Turineis a Milano è un altro. Si chiama SABAUDITE. Non è niente se non un ferreo problema di percezione. Affligge solo chi abita in una città con la pianta da accampamento romano. Tipo Barcellona. Tipo Parigi. Tipo Torino appunto. Castra, castrorum! A Torino le strade sono ortogonali: leggiadri costrutti geometrici, sgombri dal dubbio, che si compongono formando una rete perfetta. A Torino perdersi è impossibile! E come giocare a battaglia navale!
Il Turineis a Milano resta quantomeno scosso, shakerato. Milano è contorta: sembra di viaggiare nell’intestino di una balena, senza Mastro Geppetto dentro! Un casino. Se pensi di fare il giro dell’isolato, trovi almeno quindici vie tutte intorno. Buona notte quadrato e orientamento… Tuttavia, i Milaneeeeeeeesi, che a causa di questo casino topografico san tirar fuori le idee, hanno trovato il modo di far sentire meno spaesati i “Visitors provinciali”. In realtà, per il milanese tipo, la provincia è un po’ tutto il resto del mondo… Comunque hanno trovato il rimedio: LA METROPOLITANA! Deus ex machina, placebo geografico, la metro ha reso Milaaaaaan alla portata dei Visitors. Meno male. Adesso ho la certezza che sopra e sotto la Madunìna non c’è molta differenza…
Adesso che son stato polemico, cattivello e campanilista, aggiungo un po' di zucchero a questo post...
Pubblico in anteprima il bannerino Son già più golosastro di caffè rosastro
July 19 Sh*t Design, ovvero design di m*rda…
Diciamocela tutta: non è vero che il design è tutto oro colato… Capita spesso che, nonostante le massime intenzioni del progettista, l’oggetto venga di merda. Ancora più frequenti sono le volte in cui il designer, reduce da uno psycho party fichissimo, arriva il giorno dopo in ufficio con un atterraggio di fortuna e labili condizioni mentali. Insomma, succede che il design dichiari la sua sconfitta. Il fatto è che non lo fa mai per iscritto. Le conseguenze della disfatta le subiscono gli utenti, in modi più o meno espliciti. Per la cronaca, l’altra mattina accompagnavo mia madre a prenotare una visita medica all’ospedale Molinette di Torino. Niente di grave, non preoccupatevi! Alla fine un gentile vecchietto ci ha informato che il distributore dei numeri per l’attesa era quello davanti a noi. Come? Davanti? In front of ??? Mi sono accorto improvvisamente che sotto la bacheca e la marea di fogli spuntava un casso-coso in lamiera, fatto più o meno a zig zag, con davanti una parete ripida e tre pulsanti in cima. Vicino ai pulsanti c’erano delle improbabili etichette attaccate con lo scotch. Interdetti, siamo stati salvati dal solito vecchietto, che, dopo aver premuto tutto quel che si poteva premere, aveva ottenuto l’agognato scontrino con il pulsante centrale. Il trofeo è stato emesso attraverso una fessura quasi nascosta sul fronte del casso-coso…
Morale della storia?
Semplice: SI PUÒ DISEGNARE UNA COSA SIMILE?!
Io sono un tipo pacifico, ma la prima intenzione è stata quella di scaraventare il tutto fuori dalla finestra (previa analisi del peso). L’ospedale poi è un luogo particolare, in cui spesso passano loro malgrado utenze diversamente abili. Possiamo immaginare una persona sulla sedia a rotelle mentre ha a che fare con un oggetto così irrispettoso? Un non vedente senza braille o segnali acustici come potrebbe utilizzarlo? Le stesse persone comuni hanno lampanti difficoltà a capire un’interfaccia così ostile. Mah, spero che il progettista di quel tale alieno si sia divertito al party… Ad ogni modo, nel caso ci siano degli studi che di nome fanno Sh*t Design, ci terrei a precisare che questo post non voleva affatto citarli, denigrarli o criticare le loro opere. Mi bastava segare in due quel distributore….!
Free Hit Counter July 18 Welcome to Style ° CafeA volte la rete sembra una grande nuvola rossa. É piena di strade, parole, teorie, immagini, caos. In questa Babele Di Notte tutti hanno qualcosa da dire, anche se spesso è difficile sentirne di veramente nuove. Se passeggiando per Blog City ti viene voglia di pescare fuori dal solito laghetto, Style ° Cafe è il posto giusto per te. Design, grafica, musica, arte, fotografia, pubblicità: tutto quello che viaggia fuori dagli schemi può entrare nel menu. Tutto questo condito dalle storie del Vostro giovane designer torinese e di chi vive intorno a me…
…allora, come la vuoi la Creatività: alla spina o in lattina? :-) |
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